Primavera, i lavori in vigna



Dopo il lungo riposo invernale, la vite torna finalmente a vegetare.

Le gemme, timidamente spuntate a fine marzo, sono pronte ad accrescersi e, verso fine maggio, a svelare il fiore della vite. Non molti ci fanno attenzione, ma la vite va in fiore proprio nel cuore della primavera. Si tratta di una infiorescenza di colore giallino o verde chiaro, la cui corolla è costituita da petali saldati a formare una sorta di cuffia, detta caliptra.  L’impollinazione avviene principalmente grazie al vento e darà luogo all’accrescimento del grappolo.

La vegetazione primaverile della vite è una fase delicata, eppure ricca di energia. Ma quali sono i lavori che accompagnano la vite in questo periodo? Scopriamolo assieme!


LE LAVORAZIONI DEL TERRENO

Fresatura e sovescio

Dopo la potatura invernale, che avviene sulla parte secca della vite per selezionare il miglior tralcio dal quale si otterrà la produzione nella primavera successiva, gran parte del lavoro primaverile nei vigneti è dedicato al terreno. Una delle prime operazioni che si eseguono è la fresatura interfilare, che consiste nella movimentazione superficiale del terreno. La fresatura aiuta ad arieggiare il suolo, rendendolo più soffice e pronto ad accogliere il caldo e le piogge della nuova stagione.

Se tra i filari si è scelto l’inerbimento con leguminose o altre essenze (molto comune è la senape dal bel fiore giallo) si provvede al sovescio. Le piante vengono cioè falciate per essere trinciate e interrate. In questo modo si accelera la loro trasformazione in humus, che accresce la sostanza organica del terreno, garantendo nuova energia alla pianta in piena vegetazione. Il sovescio ha anche lo scopo di smuovere leggermente il terreno, favorendo la circolazione dell’aria.

LA LEGATURA

Operazione fondamentale delle primavera, che precede ogni potatura verde è la legatura. È un intervento delicato e squisitamente manuale. Il capo a frutto, ovvero il tralcio da cui si svilupperanno i germogli fruttiferi, viene legato ai fili di ferro che corrono tra i pali della vite. La legatura ha lo scopo di rendere uniforme lo sviluppo vegetativo della pianta ed equilibrare la produzione dell’uva secondo la forma di allevamento a Guyot che è la più utilizzata in Piemonte. Il Guyot, rispetto ad altre forme di allevamento, garantisce produzioni non elevate e di ottima qualità grazie al ridotto carico di gemme sul capo a frutto

LA POTATURA VERDE

A partire da marzo e fino a giugno inoltrato, si lavora molto sulla parte verde della vite. Il fine è quello di regolare ciascuna pianta nel suo sviluppo vegetativo (anche per gli anni a venire), equilibrando la crescita dei tralci e facilitando la maturazione dei grappoli, che devono essere pochi e di ottima qualità.

La spollonatura

La spollonatura, infine, consiste nell’eliminazione dei germogli che si sviluppano dal tronco della pianta (polloni) e che sottraggono nutrimento alla pianta stessa. La loro tempestiva eliminazione – che può essere fatta anche a più riprese, tra aprile e giugno - consente un adeguato sviluppo della pianta secondo la forma di allevamento desiderata e, come tutte le azioni di potatura verde, ha lo scopo finale di indirizzare la pianta a concentrarsi sulla qualità e lo sviluppo dei grappoli.

La scacchiatura

A seguito del germogliamento si procede alla scacchiatura. I cacchi sono i tralci che nascono dalle gemme laterali rispetto a quella del capo a frutto. Spesso sono sterili e non risultano utili alla maturazione dei grappoli: la loro eliminazione permette un migliore passaggio di linfa verso il germoglio principale, valorizzandone la crescita e la trasformazione in grappolo.

La sfemminellatura

La sfemminellatura consiste nell’eliminazione di quei germogli che prendono origine dalle gemme pronte. Le femminelle crescono nell’ascella che si crea tra il tralcio e la foglia. Se lasciate crescere, di fatto, diventerebbero nuovi tralci. Con la sfemminellatura – come attraverso la scacchiatura – si preservano le energie della vite concentrandole nella produzione delle gemme che si vogliono portare a frutto. Non bisogna però esagerare nel togliere le femminelle: da alcune di esse si svilupperanno le foglie, utili a proteggere i grappoli dalla calura estiva.

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